Mantero propone la cannabis legale
Ultimo aggiornamento 12/01/2019

Il Senatore M5S Mantero propone la cannabis legale depositando un disegno di legge che regola l’autoproduzione, la detenzione e l’uso della canapa.

 

La cannabis viene nuovamente messa in discussione dal senatore del Movimento 5 Stelle Mantero che propone la cannabis legale.  Al lato opposto la Lega Nord con il suo Ministro Fontana, già contro le unioni gay, l’aborto e il divorzio, dichiara: “Tolleranza zero”


Cosa prevede il ddl

Mantero propone la cannabis legale con un ddl che prevede:

  • la possibilità di coltivazione individuale fino a 3 piante o associata fino a 30 persone previa richiesta alla Prefettura (come accade già in Spagna)
  • la detenzione fino 15 grammi in casa e 5 fuori
  • la distinzione delle pene per gli illeciti di droghe pesanti e droghe leggere.
  • la vendita ad uso alimentare o erboristico della cannabis con limite di THC al 1%

Il Senatore comincia spiegando che:

“Ci troviamo di fronte ad una situazione nella quale le organizzazioni criminali controllano la produzione, la trasformazione e la vendita di ogni tipo di sostanza proibita”

E continua ricordando che anche la Direzione Nazionale Antimafia ha decretato il fallimento delle politiche proibizioniste nelle relazioni del 2016 e 2017, dicendosi:

“favorevole alla legalizzazione prendendo atto, sulla base di numeri, fatti, indagini e processi in nostro possesso, del fallimento delle politiche proibizioniste”.

 


Osserviamo i dati

Anche in Italia  – afferma il senatore del M5S – la legalizzazione della cannabis consentirebbe un risparmio dei costi legati alla repressione del fenomeno e riassorbirebbe buona parte dei profitti criminali del mercato nero, che nel mondo, secondo le stime, si attesta a 560 miliardi di euro l’anno mentre in Italia è stimato in circa 30 miliardi di euro, pari a circa il 2% del Pil nazionale, e più della metà del mercato è costituito dalla marijuana e suoi derivati”.

Quindi per il M5S e la Direzione Nazionale Antimafia, chi si oppone alla cannabis legale si schiera, consapevolmente o meno, dalla parte della mafia.

Il Senatore prosegue sottolineando che:

“In Italia circa 5 milioni di persone fanno uso di cannabis e, essendo illegale coltivarla in casa, queste persone sono costrette a rivolgersi al mercato nero”.


Leggi l’articolo sullo studio dei Professori Carreri e Principe dell’Università di Salerno e Madio dell’Università di York di come la cannabis legale danneggia la mafia


Alcool, tabacco, droghe pesanti e cannabis messe a confronto

Secondo Mantero “in molti sono d’accordo che sia insensato perseguire chi fuma uno spinello, visto che la marijuana non fa male come alcool e tabacco”.

Anche uno studio pubblicato su Scientific Report nel 2015 che dimostra che la cannabis è ben 114 volte meno dannosa dell’alcool e che quest’ultimo sia al primo posto per rischio di mortalità, prima di eroina, cocaina e tabacco.

Il senatore invoca inoltre il popolo affermando che:

“Oltre il 70% degli italiani sarebbe concorde a legalizzare l’utilizzo di questa sostanza, come storicamente hanno fatto o stanno facendo molti stati”.


Rivolgiamo uno sguardo al mondo che ci circonda

Dall’Olanda che da tempo ha legalizzato la cannabis per uso ricreativo all’Uruguay che dal 2013 ha abolito le politiche proibizioniste nei confronti della canapa, passando per i più attuali 32 Stati degli Usa che hanno approvato l’uso ricreativo e/o medico.

Un altro esempio sono il Canada, che ha legalizzato la cannabis nell’Ottobre scorso fatturando ben 43 milioni di dollari in due settimane, ed il Messico, in cui la Corte suprema ha dichiarato incostituzionale la legge che proibisce la cannabis.

L’argomento è sempre più attuale e ogni giorno sempre più gente sta prendendo consapevolezza del fatto che non tutto quello che è proibito è sbagliato

Il Senatore M5S Mantero conclude infatti dicendo:

“L’esperienza degli stati che hanno regolamentato il mercato della marijuana, dimostra che il numero dei consumatori non è cresciuto né è aumentato l’impatto sociale e sanitario connesso al consumo.

A crescere sono stati solo il reddito legale e il gettito fiscale del mercato legalizzato”.


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Fonti: Il Fatto Quotidiano e La Repubblica

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