La storia di Jack Herer
Ultimo aggiornamento 09/01/2019

La storia di Jack Herer, dal proibizionismo alla legalizzazione per salvare il pianeta

La storia di Jack Herer, dal proibizionismo alla legalizzazione per salvare il pianeta. L’attivista più famoso della storia che non è stato sempre a favore della canapa

Biografia

Jack Herer nacque nel 1939 a New York da genitori ebrei conservatori. Cresciuto in Buffalo, NY, a 17 anni si arruolò nei militari, con cui prestò servizio nella Corea del dopoguerra. Subito dopo si sposò ed ebbe 3 figli, vivendo quella che molti definiscono una vita regolare.

Grazie anche all’esperienza militare, Jack era un americano repubblicano, fiero e schietto, con ideali tradizionali che lo portarono ad odiare la cannabis principalmente per la sua associazione al movimento hippie ed altri tipi di sotto-culture.

Il cambio radicale

Verso la fine degli anni ’60 Jack divorzia con la moglie. Una notte, la sua nuova fidanzata, gli fece una semplice domanda:

– “Jack, hai mai fumato marijuana?’

– “Ovviamente no”

– “Penso che tu debba farlo”

Molti anni dopo, Jack raccontò in un’intervista:

“Provavo tutte queste sensazioni che non avrei mai pensato che gli esseri umani potessero provare e le dissi ‘perché questo è illegale?’”. “Iniziai a sentire le proteste a proposito della guerra in Vietnam e le loro parole ebbero una struttura ed un vero significato.”

Jack si appassionò e studiò subito cosa fosse la canapa e quali erano i suoi numerosi e differenti usi industriali, costruendosi un bagaglio culturale che divenne la base dietro al suo attivismo negli anni a venire.

Pochi anni dopo, nel 1973, Jack, insieme al suo amico Al Emmanuel, scrisse un piccolo fumetto sulla cannabis intitolato “Erba: un grande e rivoluzionare standard americano” che si diffuse ampiamente fino a vendere circa 30,000 copie. Quasi istantaneamente, Jack, divenne un’autorità della canapa.

A quei tempi però la legalizzazione della canapa era un problema secondario e quindi le battaglie di Jack furono condivise da poche persone. Tra queste vi era però Captain Ed, proprietario della Captain Ed’s H&H Shoppe a Los Angeles, che diventò il suo compagno d’avventura e con il quale dichiarò:

“Io e Captain Ed abbiamo preso un impegno. Quello di lavorare tutti i giorni per legalizzare la cannabis fino a quando saremmo morti”.

Dal proibizionismo alla legalizzazione per salvare il pianeta

Nel 1974,  grazie al raggiungimento del suo apice nella conoscenza sulla canapa e cannabis, Jack realizzò che la pianta potesse potenzialmente salvare il nostro pianeta.

Notò che qualsiasi prodotto derivato dagli alberi o dal petrolio può essere prodotto usando la canapa: dalla carta all’abbigliamento, dalle medicine al carburante pulito. Insomma, che la canapa poteva diventare la colonna vertebrale di praticamente tutte le industrie del mondo nonché la soluzione ai grandi problemi globali come l’inquinamento e il riscaldamento globale, la deforestazione ed altro.

Tolleranza zero

Il 1980 diede inizio ad un periodo di tolleranza zero sulla cannabis negli USA. Un anno dopo, Jack fu multato durante una campagna di riforma della cannabis e poiché si rifiutò di pagare i 5$ di multa, venne arrestato e portato alla prigione federale di Terminal Island, California.

Come molti altri grandi rivoluzionari, Jack usò il suo tempo in prigione per iniziare a lavorare su un nuovo libro. Nel 1985 pubblicò The Emperor Wears No Clothes, senza una delle più grandi pubblicazioni sulla cannabis e tutto quello che ne deriva mai arrivate sugli scaffali delle librerie di tutto il mondo. Il libro diventò un fenomeno underground con più di 600,000 copie e 11 edizioni vendute a livello mondiale.

Il libro documentava la lunga, complicata e dimenticata storia della canapa, descrivendo il suo uso medicinale, commerciale ed industriale, ma anche la campagna a favore del proibizionismo cominciata negli Stati Uniti d’America all’inizio degli anni ’30.

All’interno del libro Jack diede lustro ad uno dei principali motivi delle sue convinzioni: il carburante di canapa. Dimostrò che l’olio di canapa può letteralmente dare energia al mondo intero, offrendo una soluzione pratica al riscaldamento globale, deforestazione ed inquinamento e quindi salvare il pianeta. Forte delle sue idee, offrì 50.000$ a chiunque era in grado di dimostrare che avesse torto.

La morte

Nel 2000 le sue condizioni di salute cominciarono a peggiorare subendo un’attacco di cuore ed un ictus che gli impedirono di muovere il lato destro del corpo e gli provocarono difficoltà a comunicare. Successivamente si riprese in parte ma, nel 2009, sfortunatamente Jack subì un altro attacco di cuore che lo portò alla morte nel 2010.

 

 

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